Set 26

PETIZIONE SULLA VALORIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE DELL’ACQUARIO DI NAPOLI

L’Acquario di Napoli è l’acquario più antico del mondo, unico esempio globale di acquario ottocentesco. Oggi, purtroppo, ben poco traspare della sua storica austerità, ed è facile scambiare la sua sobrietà per lassismo ed incuria.

Vasche gocciolanti, illuminazione scadente, sporcizia, pannelli informativi invertiti, nell’abbandono più totale.

Chiediamo ufficialmente un intervento che restituisca all’Acquario di Napoli la sua dignità quale fonte di divulgazione scientifica e di ricchezza culturale, e ai cittadini un patrimonio immenso ed unico al mondo.

avete compreso la reale importanza di questo monumento per la nostra città???

va be’… ho capito, avete bisogno di una scrollata che ve lo ricordi:

Aperto il 12 gennaio 1874 su iniziativa del naturalista tedesco Anton Dohrn, l’Acquario della stazione Zoologica “Anton Dohrn” è rimasto immutato, rappresentando l’unico esempio al mondo di acquario ottocentesco ancora visitabile.

Diventò ben presto una delle più autorevoli istituzioni scientifiche cittadine, ponendosi accanto all’Orto Botanico e all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Fu la prima istituzione di derivazione non borbonica e fu fondata proprio a Napoli per scelta dello stesso Dohrn, affascinato dalla città e interessato alla ricchezza faunistica del golfo.

Progettato da Alford Lloyd, un ingegnere inglese, l’Acquario è ospitato in una parte del palazzo dove ha sede la Stazione Zoologica “Anton Dhorn”, situata nella zona del lungomare di via Caracciolo, al centro di Napoli.

Le 23 vasche di esposizione sono allestite con pietre vulcaniche naturali e illuminate in gran parte dall’alto da luce naturale. Gli animali esposti provengono tutti dal Golfo di Napoli che, nonostante l’incidenza dell’inquinamento, è ancora un’area ricchissima di forme viventi.
Il popolamento è costituito sia da specie comuni (cerianti, crostacei, molti pesci), sia da specie “delicate”, che di regola non sopportano a lungo la cattività (meduse, calamari, alcuni pesci). Accanto alle specie più comuni di pesci (spigole, orate, marvizzi vari ecc.), ve ne sono alcune interessanti perchè considerate in via di rarefazione (ombrine, dentici, cernie, triglie). Sono inoltre presenti quasi tutte le classi d’invertebrati, con prevalenza di molluschi, crostacei ed echinodermi.
All’Acquario è annesso un Museo, ove sono conservati molti esemplari di organismi marini.

Sono sicuro che queste poche righe vi convinceranno a firmare la petizione.

http://www.firmiamo.com/valorizziamolacquariodinapoli

Ago 9

Il troll, questo sconosciuto...

Il troll, questo sconosciuto...

Leggendo leggendo un po’ di posta, ho letto questo articolo davvero molto interessante, e ve lo posto…

Di cosa si tratta? Adesso ve lo spiego…

Nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list o chatroom, o qualsiasi strumento che abbia a che fare col comunicare insieme di più persone attraverso internet, per troll si intende un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati.

Spesso l’obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti (flame war); una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente dibattuta, specie se la questione può già in sé suscitare facilmente tensioni sociali (politiche, religiose, ecc.). in altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di mettere in ridicolo gli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono. Un troll particolarmente tenace e fastidioso può effettivamente scoraggiare gli altri utenti e causare la fine di una comunità virtuale.

Se un troll viene invece ignorato (cosa che in genere rappresenta la contromisura più efficace), solitamente inizia a produrre messaggi sempre più irritanti ed offensivi cercando di provocare una reazione, per poi abbandonare il gruppo (fenomeno di autocombustione del troll). Nella gran parte dei forum, dei gruppi e delle chat, a prescindere dai moventi di chi li scrive, quasi sempre i messaggi impopolari o provocatori attirano reprimende, correzioni e risposte irritate da parte di chi non distingue fra comunità reale, in cui le persone sono esposte al rischio condiviso di violenza fisica, e comunità virtuale epistemologica basata sullo scambio di parole e idee. Gli usi e i costumi di discussione nati nelle comunità reali vengono trasportati ingenuamente in quelle virtuali dagli utenti inesperti, non ancora abituati alla gamma di giudizi ed opinioni espresse online, soprattutto se in modo anonimo.

Dare da mangiare ai troll significa rispondere ai messaggi provocatori dei troll, dando così al troll nuovo materiale a cui rispondere, per gettare altra benzina sul fuoco del litigio. “Per favore non date da mangiare ai troll” è un messaggio di avvertimento che i vecchi utenti inviano ai nuovi quando questi ultimi pensano di averne individuato uno, perché il modo migliore di combattere un troll è ignorarlo completamente.

Alcuni tipi di messaggi e attività associati ai troll:

messaggi offensivi.
messaggi contenenti errori ovvi o gravi pecche.
messaggi intenzionalmente sgarbati o litigiosi.
accendere una flamewar (scambio acceso di opinioni), dichiarandosi poi innocenti.
mandare lunghi paragrafi copiati da testi, web o quant’altro.
diffondere informazioni private (vere o false) su altri utenti, per alimentare malumori e dissapori.
lagnanze fuori tema a proposito della propria vita privata (a volte questo è il troll “grido d’aiuto”).
sbagliare deliberatamente e ripetutamente a scrivere i nomi delle altre persone per turbarle e/o irritarle nella conversazione.
risposte plurime o paranoiche a opinioni personali espresse da singole persone.
insultare persone perché non conoscono la grammatica o ignorare volutamente delle regole grammaticali.
ogni combinazione di quello che è scritto sopra. Per esempio un troll combinerà frasi ingiuriose scritte male.

Motivazioni dei troll:

Ricerca di attenzione: il troll cerca di dominare la discussione corrente incitando l’astio e dirottando efficacemente l’argomento in oggetto.

Divertimento: per certe persone il pensiero che un altro possa arrabbiarsi per le parole di un totale sconosciuto è divertente.

Grido d’aiuto: molti presunti troll, nei loro messaggi, espongono situazioni disperate o di grave disagio familiare, scolastico, finanziario o relazionale, sebbene sia impossibile sapere se siano vere o no.

Far perdere tempo agli altri: uno dei maggiori temi nel trolleggiare è l’idea che si possa far perdere dieci minuti di tempo a dieci persone spendendo un solo minuto del proprio tempo. Alla maggior parte dei troll piace l’idea di far perdere tempo agli altri con poco o nessuno sforzo da parte loro.

Generare un cambiamento nell’opinione degli utenti: un troll può ostentare opinioni estreme per fare in modo che le sue vere opinioni, poi, sembrino moderate. Spesso il troll si serve di altre false identità, inscenando un falso dialogo pubblico.

Testare la robustezza di un sistema contro gli attacchi sociali o altre forme di cattivo comportamento: per esempio violare platealmente le regole e i termini di uso per vedere se gli amministratori prendono contromisure e quali.

Combattere sentimenti di inferiorità o impotenza attraverso l’esperienza di controllare un ambiente.

Combattere il “conformismo”: molti troll si difendono sostenendo che il gruppo in cui postano è diventato troppo chiuso e conformista, e cercano di rimediare con una “terapia d’urto” scioccando gli altri utenti.

Satira: in questi casi gli utenti non si considerano dei troll ma piuttosto degli umoristi o dei commentatori politici incompresi.

Attacchi personali contro un particolare utente o gruppo di utenti.

E’ difficile rilevare direttamente le motivazioni dei troll, perché le risposte offerte dai sospetti troll sono spesso niente più che espedienti per continuare la loro attività di disturbo.

Soluzioni possibili al problema:

Alla lunga un troll è sempre individuabile, perché tende a reiterare il suo comportamento nel tempo.

La soluzione più semplice è ignorare a priori tutte le discussioni proposte da quest’individuo, se possibile metterlo in “ignore list”, avvisando i nuovi utenti, in modo che non cadano nelle trappole che i troll tendono continuamente.

La saggezza popolare suggerisce agli utenti di evitare di nutrire i troll e di resistere alla tentazione di rispondere.

Rispondere a un troll porta inevitabilmente la discussione fuori tema, nello sbigottimento degli osservatori, e fornisce al troll l’attenzione di cui ha bisogno.

Esistono anche i “cacciatori di troll”, che sono però essi stessi (come i troll) affamati di controversie: i veri sconfitti sono gli altri utenti che avrebbero preferito che non si arrivasse allo scontro.

I troll sono eccitati dai cacciatori di troll e frustrati da chi li ignora. Affrontare i troll porta alle “flame wars”.

I troll frustrati dalla strategia “non date da mangiare ai troll” potrebbero lasciare la chat o il forum, o potrebbero peggiorare finché non ricevono una risposta.

I troll novizi spesso subiscono il Rimorso dei Troll, un sentimento di rimorso dopo che hanno perso il loro account o il loro nickname come conseguenza delle loro azioni da troll.